La Scozia ha subito negli ultimi 20 anni un impatto turistico notevole, alimentato sia dal fenomeno low cost che ha coinvolto con un uragano di investimenti gli aeroporti di Glasgow ed Edimburgo, sia dalla crescita esponenziale dei corsi di inglese verso queste terre, anche fuori stagione. Sono però ancora molte le zone ancora incontaminate, se cercate il vero cuore scozzese, quelle fatto di vento, rocce, oceano, panorami drammatici nella loro solitaria bellezza. Una meta che vi farà immergere in questa ancestrale selvaticità della Scozia è l’isola di Jura: 200 persone, 5000 cervi, un numero variabile ma imponente di specie di uccelli. Si raggiunge Glasgow e poi il porto di Port Askaig in bus. Un comodo ferry vi porta all’isola. Un viaggio lento e pittoresco che inizia appena usciti dall’aeroporto che non è consigliabile a tutti ma solo per gli amanti del genuino, del difficile, del rapporto autentico con una natura non domata ma solo attraversata.
Per chi ama il vento, per chi lo insegue in giro per il mondo, per chi si sente in armonia con questo elemento sa perché venire in questa isola. Per vedere le tre cime del Paps of Jura, un paradiso per escursionisti ad esempio. Descrizione banale ma perfettamente calzante per questi luoghi. Salendo verso le cime e guardandosi intorno si ha la sensazione di essere soli al mondo. Qui la parola panorama si trasfigura diventa qualcosa che si tocca, che si sente fisicamente. Gli elementi, fisici, geologici, naturalistici, si mescolano lasciando come tramortiti. Una sensazione così selvaggia che a lasciarla prende la malinconia. Una malinconia rassicurante perché a poche ora di cammino c’è ad aspettare una tipica sala da tè in immutato stile scottish e le accoglienti case dell’isola.
Oltre alle escursioni, alla caccia fotografica, alle passeggiate che diventano meditazione negli infiniti sentieri, l’isola di Jura offre anche emozioni in stile archeologico. Necropoli e resti di antichi insediamenti, raccontano meglio di un libro di storia l’età del ferro e l’antica civiltà Norrena. Questa isola non è però solo emozione naturalistica è anche cultura del whisky. E’ visitabile una delle più pregiate e grandi distillerie di single malt scotch whisky, dove tra degustazioni e visite guidate, renderete completa la vostra full immersion nella Scozia più Scozia che c’è.
Poche cornamuse, rarissimi kilt ma tantissimi animali ed uccelli da vedere. Tra le felci e le eriche perennemente battute dal vento si riposano topi e rane, lontre e foche. In cielo sfrecciano possenti i Northern Gannet, dalle ali neri e lucenti, le beccacce e le cosiddette aquile d’oro. La sera è invece il regno delle civette, quando non arrivano più barche dalla terraferma.
L’isola è divisa a metà con l’est che sembra protendersi e afferrare la Scozia continentale e l’Ovest selvaggio, virtualmente disabitato, accessibile solamente ai camminatori e canoisti più esperti. Vale la pena della lunga e faticosa escursione per vedere il fenomeno del gorgo di Corryvreckan, uno dei più grandi al mondo, il cui eco fa tremare la pancia. Classificato come non navigabile è diventato negli anni, un cimitero di barche che hanno tentato l’attraversamento.
Anche lo scrittore George Orwell che qui scrisse il suo romanzo 1984, tentò di attraversare questo gorgo, distruggendo la barca e quasi annegando. Una visita al Barnhill Cottage, una antica e tradizionale fattoria, vi farà conoscere i luoghi dove lo scrittore trovò ispirazione, immergendosi nel silenzio e poi andando a caccia del fragore delle correnti. La forza del mare è qui non solo poesia violenta ed ispirazione letteraria ma anche tecnologia all’avanguardia. E’ in costruzione la più grande centrale ad energia rinnovabile del mondo, che andrà a sfruttare le imponenti maree tra lo stretto di Islay e Jura. Un progetto che porterà la Scozia ad essere la più grande potenza mondiale per il green power. Un progetto a basso impatto ambientale che preserva in pieno il carattere selvatico di questo lembo di terra.
Una eccellente idea naturalistica, può essere noleggiare la bici ed attraversare l’isola seguendo i diversi itinerari, studiati apposti per gli amanti della solitudine e della natura. Il di più che offre questa isola è che a fronte di una esperienza naturalistica che poco si può definire turismo, si può godere di una eccellente rete di bed and breakfast, ferry, visite guidate, ristoranti tradizionali. Insomma selvaggia ma molto ospitale. Quando siete stanchi di escursioni, del forte vento, della bellezza feroce delle maree, di guardare a bocca aperta i cieli affollati di rapaci, potete anche riposarvi al Jura House Walled Garden, un grande giardino spettacolare che ostinatamente vuole mostrare una natura ordinata. Una sorta di cameo dell’architettura del paesaggio, circondata dalla selvaggia Scozia.




