Il potere degli introversi

There’s zero correlation between being the best talker and having the best ideas. (Susan Cain)

Sarebbe interessante conoscere quale percentuale della popolazione mondiale si riconosce nella frase “sono un introverso“. Secondo voi l’essere introversi è una caratteristica innata, qualcosa scritto nel DNA delle persone, oppure si acquista negli anni? È possibile che un introverso diventi un estroverso? Ed è possibile in contrario?

Pare che la percentuale di popolazione introversa vari da paese a paese. La cultura in cui una persona nasce e cresce sembra quindi essere influente nel carattere della persona stessa. A causa della globalizzazione, nell’emisfero occidentale del pianeta, le differenze nelle percentuali nazionali degli introversi si stanno livellando: è ovvio come il carattere predominante in una società capitalista sia quello estroverso.

il potere degli introversiIn Occidente, il numero degli estroversi è maggiore rispetto al numero degli introversi, questo è probabilmente dovuto ad un mero ragionamento darwiniano sull’evoluzione: gli estroversi hanno maggiori possibilità di sopravvivere e di avere successo (“successo” inteso come successo lavorativo, economico, affettivo e, appunto, riproduttivo) tramandando così le loro caratteristiche ai figli – teoria valida se presupponiamo che l’essere introversi sia una caratteristica innata. C’è poi da considerare un altro aspetto, quello sociale, che investe i bambini fin dalla più tenera età: vogliamo che i nostri figli siano “persone che hanno bisogno di altre persone”, vogliamo che abbiano un sacco di amici, che vadano alle feste, che giochino all’aperto con gli amici piuttosto che leggere un buon libro in casa, vogliamo che siano bravi a fare nuove conoscenze, ad accogliere con entusiasmo le nuove esperienze, vogliamo che siano coraggiosi, impavidi, aperti in merito ai loro sentimenti, fiduciosi e che trasmettano fiducia agli altri. Guardiamo con un certa preoccupazione chi non si adatta a questo modello. Li chiamiamo “timidi”, “solitari”, “ritirati”. Questi termini, considerati in qualche modo “peggiorativi”, dimostrano quanto venga frainteso il carattere introverso.

In una cultura dove l’essere socievole e aperto è considerato positivamente e molto apprezzato, può essere difficile, se non addirittura motivo di vergogna, essere un introverso. Ma, come sostiene Susan Cain in questo discorso appassionato tenuto sul palco di TED, gli introversi portano straordinari talenti e capacità al mondo e dovrebbero essere incoraggiati e celebrati.

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Geek, scrittore e divoratore di internet. Fondatore di 24 Meridiani, pubblica su NuoveCulture.it, si occupa di fundraising e comunicazione per l'organizzazione ugandese CED Centre e collabora come traduttore con Oxfam Italia. Nel tempo libero è un blogger, un viaggiatore e si interessa avidamente di geopolitica e web culture.
2 total comments on this postSubmit yours
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    Io sono un pò introverso.E a volte anche estroverso,ma in positivo.

  2. avatar

    Io mi ritengo una persona estremamente INTROVERSA…
    In questi tre anni, il mio essere introverso é aumentato moltissimo…mi sento meno sicura di me stessa….
    Eppure penso che volendo tanto, potrei anche essere piu Estroversa…
    All you need is to wish

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