Stavolta vi parlerò di un argomento leggermente diverso da quelli che ho trattato fino ad oggi su 24 Meridiani. Infatti, invece di parlare di musica in senso stretto, parlerò di un libro: un libro molto particolare e ben fatto… Nel quale la musica non è assente, tutt’altro!
Il libro di cui vi voglio parlare è Come to the Sabbat – I suoni e le idee della Britannia esoterica (edito da Tsunami Edizioni) di Antonello Cresti, poliedrico artista ed agitatore culturale della scena alternativa fiorentina (e non solo). Antonello oltre a essere scrittore e saggista, è anche musicista (ha pubblicato degli interessanti lavori col gruppo dei Nihil Project – combo dedito al recupero di sonorità folk psych in una maniera del tutto personale ed originale – e,oltre ad aver suonato e collaborato con altri gruppi, adesso è anche leader – o “porno rocker” come si definisce lui stesso – dell’ironica/iconica band dei Cocainomadi) ma anche organizzatore di importanti eventi (mentre scrivo è in preparazione per il 26 febbraio a Firenze una giornata dedicata a George Harrison) tra i quali ricordiamo Britmania; ma la sua creatività non finisce qui, perché il Cresti è anche co-fondatore di una label (la Sound) e ha collaborato a diverse trasmissioni radiofoniche e riviste musicali.

Naturalmente, Antonello Cresti ha scritto numerosi saggi come UK on acid e Lucifer over London. Come to the sabbat è il suo ultimo lavoro che svela il legame tra culture giovanili, arte ed esoterismo in terra britannica, in una maniera del tutto originale e piacevole.
Il libro contiene una miriade di informazioni, è molto completo e allo stesso tempo è scorrevolissimo: non annoia mai, anzi, si legge tutto d’un fiato ed è un must per chi volesse addentrarsi nei meandri della Gran Bretagna “occulta”. Antonello, come dicevamo, è un’esperto della controcultura (e di musica) inglese, quindi il libro è un’interessante spaccato sui legami e misteri di cui accenavamo poc’anzi. La musica occupa uno spazio molto corposo del libro: vengono analizzati i legami tra quest’arte e la magia: inutile dire che i “magici” anni ’60 e ’70 occupano una parte sostanziosa dell’opera (erano gli anni in cui si cominciava a parlare di ricerca spirituale in maniera più affrondita anche nel rock): Antonello, tra le altre cose, ha avuto anche l’intelligenza di dare ampio spazio a bands di culto come High Tide, Quintessence, Comus o Third Ear Band, tanto per citarne alcune tra quelle che si ricordano di più, piuttosto che parlare dei “soliti” legami tra Led Zeppelin e magia nera (o i Black Sabbath e le loro tematiche), che sono argomenti fin troppo abusati. Ed infatti, nel libro ci sono anche tantissime interviste ai protagonisti di questa scena underground dei ’60 e dei ’70, ma anche della scena industrial e del folk apocalittico del decennio successivo, oltre ad un’analisi interessante del black metal inglese e dell’ambient “oscuro” più recente (tutti generi che sono comunque legati nella ricerca del magico, a modo loro e con le loro differenze).
Non di sola musica si parla nel libro: vengono analizzati tutti gli artisti e i pensatori dei secoli passati che in qualche modo hanno studiato a fondo l’esoterismo o argomenti di carattere magico. Ecco quindi che si parla, in appositi capitoli, di matematici e studiosi come John Dee, ma anche di scrittori come John Milton, fino ad arrivare a figure più recenti ma ugualmente affascinanti e misteriose come l’occultista Aleister Crowley oppure la “sacerdotessa della Wicca” Maxine Sanders.
Nominare tutti gli innumerevoli protagonisti del libro è praticamente impossibile, ma una cosa è certa: la mole del materiale è veramente vasta ed una volta finita la lettura si è tentati di ricominciare daccapo e di proseguire per proprio conto la ricerca che ha fatto Cresti.
Il bello di tutta l’opera è anche il fil rouge che lega le arti e la magia nel tempo ed attraverso i secoli: come svela anche l’autore, molte delle tematiche dell’esoterismo e della magia (simbologia r une ecc.) si ritroveranno nel corso di tempi diversi, non appena l’uomo avrà sete di sapere. Così, ad esempio, è successo per il disegnatore Austin Osman Spare, vissuto tra gli ultimi anni dell’Ottocento e la prima metà del secolo scorso, che è studiato da artisti di differente ramo, come gli stessi musicisti rock di cui accennavamo prima, veri conoscitori della sua opera come delle opere di altri occultisti o ricercatori esoterici più antichi (i Bulldog Breed gli dedicheranno una canzone in un loro raro album, ma anche più recenti “occultisti in musica” come gli Psychic Tv,conoscevano bene la sua opera!).
L’analisi esoterica non si ferma qui, infatti vengono presentati più livelli ed aspetti del conoscere l’aspetto esoterico: non a caso sono molteplici i punti di vista dei musicisti e degli altri protagonisti chiamati in causa, a partire da un corposo team operativo che ruota intorno allo stesso Cresti. Filosofie diverse s’incontrano, tutte però accomunate da un certo amore per la natura e per i misteri che la circondano (tra cui l’uomo). L’analisi di Cresti è lucida e fa il punto della situazione: è la ricerca dell’individuo sui misteri e sulla magia, intesa come filosofia di elevazione spirituale rappresentata da varie angolazioni.
Un viaggio affascinante, che vi consiglio caldamente di intraprendere perché non ve ne pentirete e ne rimarrete affascinati anche per il semplice approfondire argomenti di cui non sapevate molto. Il libro accontenterà le vostre curiosità e merita di essere letto più d’una volta! Alla faccia di chi crede che parlare di occulto sia solo parlare di demoni, satanismo e cose così (come molti integralisti cattolici potrebbero erroneamente pensare)!
Infine, torno a soffermarmi sul punto “musicale” che è quello che più mi colpisce: quali altri libri possono vantare in Italia nello stesso volume, interviste a componenti di Death in June, Clock Dva, Demon, Lucifer e molti altri esponenti dell’underground inglese? E’ totalmente riduttivo per me parlarne,perché l’unica cosa da fare è procurarsi il libro e leggerlo per intraprendere un viaggio nell’Inghilterra e dei suoi luoghi d’incanto.
Un libro da non perdere, ripeto, ma sono sicuro che torneremo prima o poi a parlare (e speriamo presto) di Antonello Cresti, una delle menti pensanti più lucide che mi sia capitato di conoscere (e leggere) in Italia – non a caso è stato definito “la voce mediterranea della vecchia Britannia” dal saggista Timothy Biles.






Martinus Tabernarius
March 19, 2012
Sì, ma non ha intervistato i Black Sabbath! Adriano Celentano (“E’ ancora sabato”)! John Travolta (“Febbre del sabato sera”)! Sergio Caputo (http://www.youtube.com/watch?v=aoLhakFoMb8) e Fabio Concato, che è il più esoterico di tutti (“Domenica bestiale”!!!666!!!!