Il 2011 è stato un anno storicamente molto importante: abbiamo assistito alla Primavera Araba, a una globale presa di coscienza, alla caduta di terribili dittatori, alla presunta morte di Bin Laden, al (non così) lento declino del Vecchio Continente e, in mezzo a tutti questi straordinari avvenimenti, la pornografia ha perso il primato di utenti online a favore dei social network. C’è un collegamento tra l’interazione online e i cambiamenti globali? Forse si.
Google non è più il sito internet più visitato al mondo. Nonostante le instancabili ricerche e gli imponenti investimenti, Big G ha ceduto lo scettro a Facebook. Come è stato possibile? Le ragioni vanno cercate nel carattere social-popolare dei social network. Il luogo dove ognuno può avere il suo quarto d’ora (vero o presunto) di popolarità è risultato attraente per le aziende interessate a crescere la loro sfera di azione, per i pubblicitari che hanno avuto un nuovo territorio da esplorare, per i movimenti politici, per i depressi, per i semplici curiosi, per chi si sentiva solo, per i voyeurs e per gli inguaribili narcisisti. Inoltre Facebook (che in Italia è indiscutibilmente il social network più usato) è un mezzo semplice, umano, è il luogo dove vanno tutti… E mentre i bar e i circoli sociali si svuotano, gli utenti italiani di Facebook aumentano. Un pregio che va riconosciuto al social network di Zuckerberg è il fatto di aver avvicinato al web persone che fino a pochi anni fa neanche si sarebbero sognate di accendere un computer. Mi è capitato di rimanere sorpreso nel sentire i vecchietti che passano le giornate nella bottega del barbiere o davanti ai cantieri a sorvegliare attentamente i lavori di costruzione, parlare di calcio, di politica, di donne… e di Facebook!
Un po’ di numeri: l’11% della popolazione mondiale ha un account su Facebook. Sul pianeta ci sono più account su Facebook (800.000.000) che autoveicoli (750.000.000). Su Twitter viaggiano 150.000.000 di tweet al giorno, ovvero 1736 per secondo con una punta massima raggiunta a quota 8.900 tweet per secondo! YouTube, di proprietà di Google, è il secondo motore di ricerca al mondo (dopo Google); ogni minuto vengono caricate 35 ore di video e nel 2011 venivano visualizzati 92.000.000.000 video al mese.
L’espansione dei social network è andata di pari passo con l’aumento di vendite di dispositivi mobili, soprattutto gli smartphone che risultano essere il mezzo ideale per la socializzazione online, non solo per la facilità di utilizzo ma anche per il loro carattere “mobile”, in movimento, in mezzo alla gente, insomma nei luoghi ideali per lo sviluppo della socializzazione. Possiamo tranquillamente affermare che la tecnologia hardware è costretta ad adattarsi sempre di più ai bisogni degli utenti social. E non solo i produttori di hardware, tutte le aziende, le organizzazioni, i movimenti, gli eventi sono obbligati ad avere un profilo sociale web-based attraverso il quale poter comunicare continuamente con i propri followers e amici.
Insomma, inutile parlare di “rivoluzione social”: la rivoluzione c’è già stata e il 2011 ce l’ha dimostrato. Adesso vediamo dove i social media condurranno (volenti o nolenti) le nostre esistenze.




