Qualche giorno fa su Reddit la mia attenzione è stata catturata dal titolo di questo video (If China attacks America) firmato BrotherHood Action. Mi capita spesso di iniziare a guardare un filmato e di chiudere la finestra di YouTube dopo pochi secondi. Questa volta invece mi ha talmente incuriosito e scosso che l’ho visto due volte di seguito.
Nonostante la lieve pedanteria della voce narrante (davvero un po’ troppo istigante al terrore), i realizzatori del video vogliono far riflettere sull’ingombrante politica estera degli USA: un problema che ha trasformato i dissapori in odio e l’odio in guerre (citare una lista di esempi sarebbe ridondante). Una politica estera che è già in via di revisione ma che necessita di una forte sterzata: gli equilibri mondiali marciano sul filo del rasoio e anche se tutti gli stati hanno paura a fare la prima mossa, non sappiamo quanto tempo possiamo ancora temporeggiare in questa situazione di stallo globale.
L’aspetto interessante di tutta questa operazione è che BrotherHood Action sostiene il repubblicano Ron Paul: 77 anni, una carriera da medico alle spalle, membro della camera dei rappresentanti in Texas e al momento in corsa come contendente repubblicano per le elezioni presidenziali del 2012. Conosciuto anche come Mister No, in passato ha portato avanti battaglie che non siamo soliti associare al mondo repubblicano come, per esempio, l’abolizione della Federal Reserve, l’assoluto non interventismo e addirittura il ritiro di tutte le truppe americane sparse per il mondo, le quali, secondo Ron Paul, dovrebbero essere impiegate in patria per proteggere i confini USA dall’immigrazione clandestina. Si è schierato contro la pena di morte e a favore dell’eliminazione delle leggi federali contro la prostituzione e le sostanze stupefacenti.
Secondo Ron Paul, l’America deve smettere di sentirsi il poliziotto del mondo. Il video qui sopra vuole scuotere le coscienze proprio in questa direzione: quali reazioni si scatenano quando si entra in territorio straniero e si intende dettare legge? Cosa succederebbe se la Cina attaccasse l’America?
Che siate d’accordo o meno con le idee di Ron Paul, riflettere un po’ sui meccanismi che regolano i rapporti politico-sociali di causa/effetto tra i popoli non può che portare giovamento.





Martin Krueger
December 28, 2011
Ho sempre pensato fosse una fortuna che gli USA facessero il lavoro sporco (e che non lo dovesse fare l’Europa). Forse sarebbe una fortuna per gli USA che il lavoro sporco lo facesse la Cina? Io preferisco che lo facciano gli USA.
Tra l’altro, attualmente ci rode piuttosto il caos e la mancanza di prospettive convincenti di governabilità. La violenza è diventata molto più appariscente, ma tutto sommato è molto diminuita rispetto ai tempi della guerra di Korea o del Vietnam. Per motivi tecnici (e per la mancanza di scrupolo di certi leader islamici) la percentuale di civili tra le vittime è aumentata molto! Ma il loro numero assoluto è molto diminuito!!! Credo che durante la guerra civile americana nell’800 morissero 800.000 uomini (o erano 600.000? non ricordo bene). In Vietnam tra 2 e 4 milioni!! Il problema è proprio l’impotenza di chi è armato fino ai denti. Perfino se fosse disposto a compiere un massacro di dimensioni spaventose non potrebbe garantire pace e sicurezza.
E’ dalla prima guerra mondiale in poi che proprio i “vincitori” sono ossessionati dalla sicurezza. Una volta si riconosceva il vincitore dalla capacità di garantire pace e sicurezza (anche ai vinti!). Questa garanzia non la può più dare nessuno, europeo, americano o cinese che sia. L’insicurezza è intrinseca alla nostra tecnologia (militare e civile). E l’Afghanistan insegna che neanche il buonismo riesce a creare stabile consenso.