Nella sua capillare opera di diffusione del pensiero, Al Qaeda sa bene come fare leva nei sentimenti delle masse. Non è facile convincere le persone a morire per una causa a meno che il motivo della causa non diventi il propulsore stesso della vita. Non è la prima volta che questo succede nel corso della storia e anche l’Europa non ne è stata (e non ne è) immune.
È di pochi giorni fa la notizia che dieci ragazzi norvegesi, tutti sotto i trent’anni, si sono recati in Somalia per combattere nelle file di Al Shabaab, l’organizzazione terroristica che da qualche anno si è unita ad Al Qaeda entrando così nel panorama della Jihad globale. Il governo norvegese ha espresso preoccupazione per la notizia: a Olso si domandano cosa potrebbero fare queste persone se dovessero tornare in Norvegia dopo aver acquisito un addestramento militare in Somalia; il pensiero è comprensibile, la Norvegia è ancora scossa dal duplice attentato all’isola di Utoya e a Oslo in cui hanno perso la vita 92 persone.
Quello dei dieci norvegesi non è un caso isolato: giovani da tutte le parti del mondo lasciano la vita quotidiana per andare a combattere la Jihad. L’avvicinamento alle frange estremiste avviene inizialmente attraverso parenti o amici, poi si passa all’addestramento e solo in seguito alla guerriglia sul campo.
Per spingere anche i giovani occidentali a unirsi alla lotta planetaria all’infedele, Al Qaeda ha dispiegato a livello mondiale una grossa azione di propaganda e di marketing che ha avuto uno dei suoi climax più elevati con la diffusione su scala mondiale delle gesta di Abu Mansoor Al Amriki, al secolo Omar Shafik Hammami, il terrorista americano, cresciuto in Alabama e diventato il pupillo di Al Shabaab.
Come spiega il documentario, Al Amriki, il ragazzo americano convertito all’Islam e andato a combattere nelle file di Al Shabaab in Somalia, è diventato un esempio per tutti i giovani che vogliono ritrovare un ideale nella generale caduta di morale che il mondo sta vivendo. Al Shabaab offre ai più determinati questa occasione: un esercito di ribelli che in nome della religione tiene in scacco gli eserciti ufficiali dei paesi vicini finanziati dagli stati occidentali. Qui non c’è soluzione: o vincere o morire da martire, in ogni caso la gloria è assicurata.
Al Shabaab ha puntato molto sulla figura di Al Amriki, il terrorista americano. Le sue interviste, i suoi video, le immagini dei suoi combattimenti hanno fatto il giro del mondo in rete. Al Amriki ha anche composto una canzone rap (jihadi rap) che gira vorticosamente in rete e che inneggia alla lotta e all’uccisione del nemico.
Al Shabaab (La Gioventù) è, in un’ottica puramente di marketing, il gruppo più cool tra le varie famiglie che combattono la guerra santa. È una calamita che riesce ad attrarre nuove reclute dal tutto il mondo e la loro guerriglia è una delle più efficaci. Il gruppo controlla ormai vastissimi territori in Somalia, territori dai quali ha cacciato quasi tutte le organizzazioni non governative che si trovavano in loco per aiutare la popolazione e ha instaurato un regime islamico-militare che infierisce ancora di più sulla già disastrata situazione che vive la Somalia a causa di anni di guerra civile, malattie, fame e siccità. Al Shabaab, pur essendo un esercito auto organizzato, riesce a tenere testa all’esercito ufficiale etiope (cristiano) finanziato dagli Stati Uniti per combattere gli integralisti islamici. A questo si è recentemente aggiunto anche l’esercito keniota che ha bombardato alcune cittadine somali in risposta alle azioni di disturbo e ai rapimenti che la Al Shabaab ha compiuto in Kenya.
La rete di Al Qaeda, cui fa capo anche Al Shabaab, è molto articolata e la sua azione di marketing e diffusione passa anche attraverso la rete. È possibile seguire le gesta dei talebani su Twitter @ABalkhi oppure @ahmadkhan111 o sul sito Shahamat – Voice of Jihad che riporta le notizie scritte da blogger talebani in merito a quanto succede in quello che loro chiamano l’Emirato Islamico dell’Afghanistan. Per concludere, ecco anche l’indirizzo dove potete trovare i video di propaganda alla Jihad. Se sapete di essere suggestionabili, non guardatene troppi.




