Viaggiare lentamente e con fatica è quasi un affronto al vivere moderno.
Marianna e Luca ci raccontano il loro viaggio in Finlandia in sella alla bicicletta.
Una domenica di Aprile seduti nella terrazza di casa, ci arriva improvvisa un’idea: in agosto andremo in Finlandia e viaggeremo in bicicletta. Inizia cosi la ricerca d’informazioni sull’estremo Nord Europa.
Arrivati vicino alla partenza, abbiamo deciso di lasciarci delle incognite. Non vogliamo organizzare ogni cosa nei minimi dettagli, vogliamo assaporare il gusto dell’immaginazione e della sorpresa. L’incognita più grande sono le biciclette prese a noleggio a Helsinki. Contenuto degli zaini: vestiti invernali, medicine, attrezzi per la riparazione delle biciclette e poi tenda per dormire, fornello da campeggio, telo, sacco a pelo, vestiti per la pioggia. Nessuna cianfrusaglia è consentita, il necessario, soltanto il necessario. “Ma… per vivere un’avventura nel Nord Europa che cos’è il necessario?” Questo ci domandavamo nel caos del preparare i bagagli. La risposta era nello spazio delle sacche: l’essenziale.
L’aereo atterra in Finlandia: le biciclette sono pronte e noi siamo pronti per pedalare. Di fronte a noi una città, quella di Helsinki, con strade ciclabili, semafori per ciclisti, obbligo di rispettare il giusto senso di marcia e tante biciclette che ci sfrecciano di fronte gli occhi. Si parte, il trailer è pronto, dentro abbiamo messo di tutto, l’unica cosa che sappiamo è di voler arrivare e Rovaniemi.
Davanti ad una pizza scegliamo il percorso che passa lungo la costa Est, di fronte alla Svezia. Si parte, la città si fa sempre più lontana ma la pista ciclabile continua, la cartina inizia a piegarsi imperfetta. Si oltrepassa l’autostrada, parallela continua la pista ciclabile, la seguiamo increduli come increduli seguiamo la luce del sole che per ore e ore rimane sempre intensa e forte. Le giornate passano. La sera, durante la sosta, un miraggio come per rassicurarci, una ricompensa per la fatica: i colori, la pienezza di quel cielo dalle mille tonalità di arancione e rosso. In quelle notti il sole non tramonterà mai, si abbassa, come per prendersi una pausa, per poi risalire. Nei campeggi finlandesi alle ore dieci inizia il silenzio assoluto con tanto di obbligo segnato da avvisi. Appena arriviamo in reception, le persone si ritirano dentro le loro tende, i loro camper, i loro bungalow; soltanto noi, alle dieci di sera ci troviamo puntuali nella cucina comune presente in tutte le strutture dove poter campeggiare, io a bere caffè e a navigare in internet nel pc ad uso gratuito quasi ovunque, Luca con il suo smartphone naviga con la rete wi-fi presente su tutto il territorio finlandese. La mattina partiamo alle 8, la prima tappa la facciamo nei market a fare provviste per la giornata, pedaliamo per il resto del tempo fino alle 7 di sera quando decidiamo di dedicarci alla cucina, al mettere in ordine il bungalow o la tenda, fare il bucato e parlare delle sensazioni provate durante la giornata. Pedaliamo in strade dritte, up and down, nessuna curva, lunghissime, il cielo piatto sopra di noi, sembra di poter toccare quelle strane forme delle nuvole mai completamente bianche. Siamo l’una dietro l’altro, difficile parlare se non quando protesto con Luca per fermarmi a bere un caffè caldo, mangiare patatine e, prima di ripartire, una sigaretta. La media giornaliera si attesta sugli 80/100 km.
Inizia a piovere, in mezzo alla foresta, ci mettiamo i vestiti per ripararci dalla pioggia, e come ci piace parlare con le persone che incontriamo, come ci piace farci raccontare il loro paese, osservare il rispetto che hanno per i luoghi comuni, dai giardini pubblici ai treni, ci piace guardare il rispetto per le norme di comune convivenza: a ognuno i suoi spazi senza nessuna forma d’invadenza. Ci piace ascoltare il loro distacco nordico, la gentilezza nei modi di fare e di porsi, la cordialità, il loro senso di comunità. Le distanze tra un centro abitato all’altro sono grandi senza quel senso di comunità sarebbe quasi impossibile vivere in quell’estremo Nord Europa. Stavamo fermi per interi giorni in un luogo per poter osservare e gustarci quel modo di essere. Persone nel proprio giardino sedute a fissare in silenzio il lago per intere ore, questi sono gli abitanti della Finlandia. La zona da noi battuta è frequentata da turismo finlandese e svedese, le nostre mete preferite i piccoli centri. Passiamo Turku, Pori, saliamo su verso Vaasa, più andiamo verso nord e più il clima si fa freddo, severo ma non troppo, le ore di luce si fanno più lunghe e… piove! Lungo il percorso incontriamo isole collegate da strade con la terraferma, ci divertiamo ad allungare l’itinerario ma ne vale veramente la pena! Facciamo incontri originali e piacevolissimi come con una coppia di tedeschi ai quali regaliamo i funghi che Luca durante la giornata oltre a fotografare ha raccolto per farci la cena. E su verso Kokkola, Kalajoki, Raahe, la deliziosa Oulu dove ogni parte della città è raggiungibile in bici, ha una pista che la collega alla città di Helsinki, città viva, giovane. È qui che incontriamo un ragazzo che ci spiega la viabilità in bici della città, ci indica come leggere i cartelli stradali per orientarci nelle direzioni. Attraversiamo Tornio, metà finlandese metà svedese, e siamo sempre più vicini a Rovaniemi.
Negli ultimi tragitti si fanno vivi tutti i ricordi dei giorni passati: foreste, foreste, foreste, grandissime distanze, strade dritte e sempre uguali. La cartina è consumata, rotta dalla pioggia, siamo stanchi ma arriviamo comunque alla nostra prossima meta: Vaasa.
I primi giorni non è stato facile adattarsi ma arrivati qui siamo affezionati a questa nazione e ai suoi abitanti. Stiamo iniziando a capire quelle cose che i primi giorni ci apparivano incomprensibili come il loro scrupoloso rispetto delle regole , l’ordine, il loro non sorridere mai e i loro necessari silenzi. Arrivati a Rovaniemi la stanchezza ci ha inibito l’entusiasmo ma non ci ha certo impedito di andare ad una festa dove si arrostisce pesce e mangiarne in gran quantità con patatine fritte e birra, ovviamente! L’alcool è considerato un male da combattere, per strada c’è il divieto di bere, nei market si trova soltanto birra con massima gradazione a 4,75%. Gli alcolici più forti si possono trovare soltanto nei negozi che possiedono la licenza, la vodka of Finland è veramente buona!
Arriviamo a Napapiri dove inizia il circolo polare artico e per la prima volta in quasi 2000 km ci sentiamo dire “grazie” in italiano. Poche volte abbiamo visto qualcuno sorridere in quell’occasione il sorriso è nato spontaneo.
Dobbiamo decidere come fare il viaggio di ritorno, il tempo stringe e arriviamo alla conclusione di fare dei tratti in treno e dei tratti in bici. I tratti che percorrono su e giù la Finlandia possono addirittura caricare le automobili, sono comodissimi e puliti, ci sono spazi gioco per bambini e aree per fumatori. Con gli occhi al finestrino arriviamo a Tampere, città universitaria, viva, originale. Venivamo dalle foreste e dal silenzio del profondo nord, in città ci sentiamo degli estranei. Ci dirigiamo in bici verso Helsinki, gli ultimi 180 km circa. Tocchiamo i piccoli centri dell’entroterra, sono gli ultimi giorni di agosto, in quella zona desolata e profonda fatta di piccoli villaggi già si respira la nostalgia.
Non sapevamo che cosa andavamo cercando, abbiamo trovato i grandi silenzi del Nord. Un’esperienza a tratti difficile e faticosa, impegnativa, unica e irripetibile. Sono partita con in testa una frase di Claude Marthaler: “Non si comincia mai dal nulla, ma sempre partendo da se. Io viaggio prima di tutto a bordo di me stesso, gli occhi aperti sull’ignoto”.
Testo e immagini di Marianna Bandecchi e Luca Lorenzo.






Sunil Deepak
November 5, 2011
Sembra una vacanza da sogno, mentre lo leggevo cercavo di immaginare la sensazione di andare per queste piste ciclabili che sembra collegano tutto il paese … grazie :)
Martin Krueger
November 5, 2011
Bellissimo. Grazie!
marianna
November 5, 2011
Ciao Sunil, a tratti è stato difficile, a tratti molto dura. Nonostante tutto si, bellissimo. Le piste ciclabili non collegano esattamente tutto il territorio finlandese, nei pochi tratti dove non sono presenti le piste ciclabili lungo la carreggiata c’è lo spazio per le biciclette e gli/le automobilisti/e sono prudenti e rispettosi per chi viaggia in bicicletta.Sono contenta che mentre stavi leggendo hai provato ad immaginare le sensazioni, è proprio questo che volevo!
antongiuliobua
January 16, 2012
Si può fare
dario
June 19, 2012
Sono reduce da un tour di tre mesi in bicicletta di oltre 5000 chilometri avente per meta il nord europa. La vs. esperienza in Finlandia vedo che è stata positiva, altrettanto non posso dire della mia. Ho trovato la F. sporca e indecifrabile; al di là della pesca al salmone, sauna ecc. quella finlandese è una società con forti squilibri emotivi. Ho incontrato gente strana dal comportamento strano sconfinante nell’intolleranza e originato da chiusura mentale. La stessa Oulu di cui voi parlate è contradditoria: una città che si vanta di essere universitaria e culturale che ha i cartelli indicatori delle p.ciclabili scritti solo in finlandese.
E’ stato in F. che una donna di 70 anni mi ha negato un litro d’acqua sbattendomi la porta in faccia; mai successo in 22 anni di ciclismo una cosa così vergognosa.
Non impiegherei energie e tempo per visitare questo paese; semmai mi dedicherei alla Svezia, infinitamente più aperta e paesaggisticamente + valida.
I dettagli del mio viaggio e le foto sono sul mio blog.
http://voglioviverecosi-lupolibero.blogspot.it/2012_05_01_archive.html
Paolo
August 21, 2012
Dario…resto un pò confuso e costernato da quanto scrivi…In Finlandia ci sono stato tantissime volte e mi sono sempre trovato benissimo. Quella che descrivi tu sembra più l’Italia che la Finlandia ;)
Comunque mi dispiace che tu abbia avuto una brutta impressione…io ho sempre trovato in quella nazione gente amichevole e con una cultura enorme..A dire il vero ho trovato caratteri molto più spigolosi proprio in Svezia ( altra bellissima nazione comunque ).
Mi dispiace ..credo tu sia stato un pò sfortunato.
marianna
November 6, 2012
Caro Dario, mi dispiace per il tuo poco piacevole soggiorno in Finlandia. Credo che da ogni parte del mondo troverai persone che ti sbatteranno la porta in faccia e persone che ti accoglieranno. Non so da che parte tu sia stato per torvarla sporca. Hai visto una Finlandia “particolare”. Io ho trovato persone molto aperte e severe,in ogni luogo gli abitanti hanno i loro tratti caratteristici. Ho trovato persone molto silenziose e riservate. Cordiali e educate. Vero è che la Finlandia non mi è sembrato un paese “immediato”, per viverlo bene bisogna capirlo e cercare di entrare nella loro ottica, fanno parte dell’ Europa meno mediterranea. Si, anche io come Paolo credo tu sia stato un p’o sfortunato, ti consiglio di tornarci con occhi diversi.
dario
December 25, 2012
Ho trovato la Finlandia sporca per centinaia di chilometri dalla frontiera norvegese di kilpisjarvi sino a Oulu, in pratica tutta la Lapponia. Mi sono fermato innumerevoli volte a lato della strada e ho sempre trovato immondizia, cartacce, lattine, rottami, rifiuti e persino carcasse di auto arrugginite. Ho viaggiato in bici a 20 km orari, non in camper a 120 all’ora – so quello che dico.
Credo che la sporcizia sia imputabile alla maggior facilità di circolazione di mezzi e persone successiva alla totale apertura delle frontiere.
Anche svezia e norvegia sono sporche, sebbene meno della Finlandia.
Ho campeggiato in riva a un fiordo in mezzo a lastre di eternit abbandonate a quintali. Queste cose gli automobilisti e i finti viaggiatori non le vedono.
Quando viaggio in bici io busso alle porte delle persone, non per “scroccare” pasto e alloggio, ma per conoscere. La svezia mi ha aperto le sue porte nel 90 per cento dei casi, e sempre con un sorriso. Un ottantenne al quale avevo chiesto di piantare la tenda a cento metri da casa sua mi ha tirato per la giacca dentro casa sua sorridendo, abbracciandomi e ordinandomi di dormire in casa sua. In Finlandia una donna di 50 anni mi ha negato il permesso di accamparmi a debita distanza dalla sua fattoria prima ancora che lo chiedessi. Mi ha suggerito di piantare la tenda nel bosco e raccogliere mirtilli se volevo, e mi ha detto che il Diritto di tutti gli Uomini, l’Allemansritten, non è valido e io lo stavo equivocando. In Finlandia comandano troppo le donne, e questo ha squilibrato emotivamente la società. Ho speso abbastanza tempo ed energie per questo strano paese, che è stato quello che ha suggerito ai greci con molto buon gusto: “vendetevi il Partenone per sanare il vostro debito”.
Dubito che ci tornerei ancora. Ma nella vita non si può mai sapere.