Netlabels, che passione!

netlabelsQuello delle netlabels è un fenomeno relativamente recente e legato alla tecnologia: è nato con l’avvento di internet e grazie ad esso si è sviluppato.

Cosa sono esattamente le netlabels? Per capire meglio il fenomeno, bisogna fare un piccolo passo indietro, quando ancora internet non esisteva. Le origini di questo curioso ed interessante fenomeno sono da far risalire agli inizi del punk rock, quando nascevano le prime etichette indipendenti e comiciava il diffondersi della (sotto)cultura do it yourself. I gruppi e i fans si davano da fare a promuovere in proprio la musica che amavano facendo circolare fanzine e demotapes fatti in casa; quest’attitudine di libertà propria del punk rock originale si sviluppò in seguto anche nei territori della musica più estrema come l’industrial e il noise, che esteticamentee idealmente avevano più di un punto in comune con il punk, ed in seguito anche nei territori del metal estremo. Da un lato quindi cominciavano a circolare demo in cassetta che le bands facevano circolare con pochi ma sufficienti mezzi, così come c’erano delle fanzine fatte in casa che facevano circolare le ultime novità sulla scena alternativa (bastava avere una piastra per duplicare il nastro e una fotocopiatrice), da un lato c’erano etichette indie, che cominciavano a distribuire musica in una nuova maniera, in edizioni limitate esclusive per i fans oppure a prezzi popolari (i Crass con la propria etichetta furono dei pionieri in questo senso).

The sun will rise Japan netlabels

Questa premessa era doverosa. Adesso arrivo al punto: le netlabels sono delle piccole etichette indipendenti che operano  su internet. Pubblicano dei lavori in edizione limitata, a volte limitatissima (da un minimo di 15 ad un massimo di 100 copie, raramente anche di più) e gli stessi lavori vengono pubblicati quasi sempre in free download.  Strettamente legate a internet, queste etichette si fregiano della prefisso net proprio a indicare la loro dipendenza dal nuovo mezzo comunicativo.

Oltre a essere un movimento interessante e, se vogliamo, underground è anche un modo di riconoscere e far crescere una scena veramente alternativa che altrimenti non avrebbe sbocchi o che comunque avrebbe serie difficoltà ad emergere. Infatti molte di queste labels si dedicano alla musica sperimentale: noise, industrial, ambient/drone e a ogni sorta di sperimentazione sonora non convenzionale. Ci poi sono anche tante netlabels che si dedicano anche a generi più conosciuti ma  per forza di cose underground come certo folk, un certo ritorno alla psichedelia, il punk “fedele alle origini” e il metal estremo (dal black al grindcore). I prodotti sono curatissimi, spesso le edizioni possono essere numerate a mano o colorate: non di rado capita che alcuni lavori vengono pubblicati in cassetta – per il discorso che facevamo prima di “ritorno alle origini” – più spesso in cd e molto più raramente in vinile. Ancora più spesso, come dicevamo, il lavoro appare direttamente in free download, compreso l’artwork, così il fan può farsi semplicemente il disco a casa.

netlabelsLe netlabels non si limitano solo a pubblicare e promuovere i propri lavori proprio come le major, ma organizzano anche concerti; c’è davvero un piccolo ma grande fermento dietro a tutto questo, nel senso che il movimento è underground ma la gente che vi partecipa è sempre in crescita (fortunatamente) proprio perché c’è fame di musica non convenzionale, viva, genuina o fuori dagli schemi. Poi con l’avvento del copyleft e dei creative commons, spesso le netlabels collaborano a delle co-produzioni oppure in alcuni casi lo stesso materiale può  essere ripubblicato più volte anche da svariate netlabels e, cosa più importante, il materiale rimane nelle mani del diretto interessato (ovvero chi scrive e registra). Due regole sono fondamentali: uno, la netlabel deve gradire la musica perché non essendo delle major agiscono per lo più per reale passione; due, l’artista (se piace) ha sempre carta bianca sulla sua musica e anche sull’artwork, se desidera, al 99% dei casi.

I prezzi sono veramente popolari: il costo di queste release va da un minimo di 2 euro a un massimo di circa 10 euro, quando non sono scaricabili gratis in free download. Ultima caratteristica, ma non meno importante, spesso i ragazzi che sono dietro le labels sono anche musicisti quindi c’è un continuo scambio di informazioni, materiale, coproduzioni.

gatti rossi che cadonoTra le più importanti netlabels italiane ci sono la Ozky-e Sound di Massimo Croce, dedita alla musica sperimentale e rumorista (ma non solo) attivissima anche sul fronte concerti, così come la Gatti Rossi che Cadono di Roma, gestita da 45k (Space Vampires) anch’essa specializzata in musica non convenzionale e pubblica lavori in free download per il momento, cosa che fa anche la Ozky-e che ne realizza anche una tiratura limitata. La Alampo, etichetta di Bologna dedita alla libera sperimentazione e soprattutto all’industrial. Altre interessanti netlabels sono la CBR di Arezzo, gestita da Giò (LCB), la Frohike e la Scorze. Poi c’è un vero e proprio florilegio di netlabels straniere come la tedesca Puzzle che pubblica lavori di svariato genere dal drone ambient psichedelico al metal più estremo, al punk al noise puro ed è gestita da Wayne, cantante e musicista in vari progetti, sia metal/hc (Burt, Save Yourself) che sperimentali(Wormhead, Ed Wayne Lefski); la Turbinicarpus, dedita a musica non convenzionale nell’eccezione più pura del termine, la giapponese Silent Novel… E la lista potrebbe continuare all’infinito, insomma c’è una vera e propria scena underground in via d’espansione, che non può fare altro che bene alla musica proprio perché nata da e per gente con la passione vera. E’questa la vera scena indie attuale!

About author
Francesco Lenzi è un chitarrista. Oltre ad essere un musicista, è un avido collezionista di vinili d'epoca e quindi anche un conoscitore delle stagioni d'oro del rock. Ama il cinema retrò e le buone letture. Su 24 Meridiani cura una rubrica sui vinili e sui dischi storici del rock.
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    Bell’articolo. Ma riguardo la storia e le origini occorre dire che le etichette indipendenti c’erano molto prima del Punk. A me era sembrato negli anni 80 che l’improvviso moltiplicarsi delle etichette indipendenti all’inizio di quel decennio fosse una reazione anticommerciale alla comparsa dei video musicali che allora invadevano la scena trasportando pessima musica abbinata a pessime immagini. L’ambiente delle fanzine e delle cassette con cui i gruppi emergenti si autopubblicizzavano mandandole nei posti in cui si organizzavano concerti di quel genere, lo vedevo come un rifugio per tenersi alla larga da quella melma di video. Il Punk non ha giocato un grande ruolo in questo (soprattutto non in Italia, dove il Punk è stato poco più di una specie di carnevalata da Jo Squillo), ma nel Nordeuropa ha casualmente coinciso e ovviamente partecipato anch’esso a quella strategia casereccia di diffusione.

    In Italia tutto questo è iniziato molto tardi e ha sempre continuato a zoppicare. In Germania la casa editrice http://www.zweitausendeins.de/ già agli inizi degli 70 distribuiva un piccolo catalogo con le etichette indipendenti di tutto il mondo (e da quando esista il fenomeno non so neanche dirtelo). Il primo convegno-raduno di indie a Firenze invece c’è stato solo nel 1984. “Materiali Sonori” di Venezia tutt’oggi non ha neanche un articolo Wikipedia!!!

    E’ stata la mia grande delusione negli anni 80 che in Italia perfino quando si trattava di cultura alternativa stravincesse il menefreghismo, l’indifferenza e lo sbadiglio, e per giunta senza poter addossare la colpa alla Mafia, a Berlusconi, alla Svizzera, all’America, agli ebrei, ai tedeschi, a un padre stronzo o alla Mamma. Per il resto sono d’accordo con te. Bell’articolo. http://www.schneeball-records.de/

  2. avatar

    Grazie mille Martin!Anche per le precisazioni.Ma la materiali sonori mi sa che è del valdarno!Non so se ha una sede anche là….comunque indagherò con molto interesse sulla label tedesca che mi hai segnalato,m’interessa davvero…e chissà che non sia materiale per un prossimo articolo!

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