La Storia di Internet e la Torre di Babele

Questo filmato spiega in modo breve e comprensibile la storia della nascita della tecnologia che sta cambiando il nostro pianeta, dagli interessi economici e militari che hanno innescato la ricerca fino ai giorni nostri.

Il web e tutte le tecnologie a esso associate hanno modificato il nostro modo di rapportarci con il mondo o meglio, hanno velocizzato un processo di per sé già in atto: il progresso umano. Possiamo dunque dire che il progresso tecnologico non è un insieme asettico bensì, come i film di fantascienza ci suggerivano da anni, si è amalgamato al progresso della società, al cammino dell’uomo, diventandone un formidabile propulsore: le tappe del sentiero della razza umana sono state velocizzate in modo repentino tanto che è possibile vedere persone tra di sé sconosciute riunirsi per le strade proprio grazie al mezzo tecnologico.

Con questo non dico che la tecnologia ha cambiato il genere umano, assolutamente no; però lo ha reso un po’ più cosciente della sua condizione attraverso la condivisione del sapere, la possibilità di comunicare senza limiti e senza barriere linguistiche.

Per rendere più chiaro il concetto vorrei prendere in esame il passo della Bibbia in cui si fa riferimento alla Torre di Babele:

Brueghel Torre di Babele« Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall’oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l’un l’altro: “Venite, facciamoci mattoni e cociamoli al fuoco”. Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. Poi dissero: “Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra”. Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: “Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro”. Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra. » (dalla Bibbia, libro della Genesi 11, 1-9).

Come abbiamo letto dunque, nell’antica Mesopotamia non erano i mattoni a far infuriare Dio, non era la Torre di per sé a plasmare il destino degli uomini ma erano i sentimenti di quelle persone: l’amore, la voglia di conoscere ma anche l’invidia, l’odio e la sete di potere, i sentimenti più viscerali, più umani, più bassi muovevano il mondo allora come oggi.

Internet è stato la leva che ha sollevato, oserei dire catapultato, questi sentimenti; è stato l’ossigeno sul fuoco ardente della sete di vita. Milioni di persone orfane dei grandi ideali politici del Novecento hanno trovato uno sfogo al dirompente individualismo del terzo millennio sul web. Come gli uomini della Torre di Babele, parlano tutti la stessa lingua grazie al multilinguismo e ai sempre migliori traduttori online, abitano vicino o a migliaia di chilometri di distanza ma nutrono gli stessi sentimenti; sono in grado di organizzarsi in modo veloce e, se vogliono , anche violento. Lo smartphone è il mezzo per comunicare durante la battaglia, i blog sono la voce degli intellettuali di strada che non temono il potere politico sempre più distante dalla società reale.

I movimenti dal basso, quelli che hanno caratterizzato tutti i più grandi cambiamenti della società umana, hanno oggi un grande catalizzatore. Forse solo la mano di un qualche dio che viene a staccare la spina dei server può fermare questa enorme presa di coscienza della condizione umana. Non penso che l’uomo sia ancora in grado di portare a buon fine qualsiasi suo progetto (come era per gli uomini di Babele) so certamente che qualche dio ha già osato disperdere gli uomini e le lingue impedendo l’accesso a internet. Il proibizionismo non ha mai funzionato nella storia e non funzionerà nemmeno in questo caso soprattutto se la diffusione di un internet assolutamente libero e alla portata di tutti va di pari passo con gli interessi economici dei grandi gruppi che lavorano nella rete.

About author
Geek, scrittore e divoratore di internet. Fondatore di 24 Meridiani, pubblica su NuoveCulture.it, si occupa di fundraising e comunicazione per l'organizzazione ugandese CED Centre e collabora come traduttore con Oxfam Italia. Nel tempo libero è un blogger, un viaggiatore e si interessa avidamente di geopolitica e web culture.
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    bell’articolo ma consiglierei il seguente approfondimento..

    http://www.cronologiamondiale.it/index.php?title=Il_Mondo_1.0

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